L’evento è promosso dal Museo di Archeologia e Etnologia dell’Università di San Paolo (MAE-USP) e dal Laboratorio di Studi sulla Città Antica (LABECA), con la collaborazione del Laboratorio di Studi Medievali (LEME) della Facoltà di Filosofia, Lettere e Scienze Umane (FFLCH-USP).

Μεγίστη καὶ ἀρίστη νῆσος è il titolo di questo simposio dedicato all’archeologia della Sicilia. La frase, che significa “l’isola più grande e più nobile”, è tratta da un passo di Strabone (Geog II, 5, 19): “Sulla costa del Mar Tirreno al mare ligure sono molte isole, la più grande sono la Sardegna e Cirno, e poi in Sicilia: questa è la più grande e la più nobile tra le altre [isole] che sono tra noi”. Strabone è un greco, nato in una città della Turchia, ma formatosi in ambiente ellenistico, e il suo punto di vista è in linea con l’idea universale dell’Impero Romano. Egli non esprime una visione estetica sull’isola, ma nel passo citato sopra si percepisce la complessità di una terra – luogo di eventi cruciali nella storia del Mediterraneo – che è un vero e proprio palinsesto di culture, popolata sin dal “tempo del mito “. La scelta di questo titolo per l’evento definisce la Sicilia in ogni epoca, giacché la sua posizione nel Mediterraneo, le sue risorse e la sua ricchezza culturale hanno fatto di lei una terra desiderabile in qualsiasi momento della storia.

Questo incontro vuole incoraggiare nuove sfide nell’ambito della ricerca espandendone il raggio di azione, per questo saranno presentati gli studi archeologici sulla Sicilia dal periodo protostorico (sec. XIII-VIII a.C.) a quello medievale. In effetti, in Brasile, sono rari gli studi che si occupano della Sicilia in epoche posteriori a quella delle fondazioni greche (VIII-IV sec. a.C.). Per questo riteniamo sia importante mostrare i progressi nel campo archeologico che coinvolgono periodi storici diversi, al fine di stimolare nuove possibilità di studio nel paese.